La linea 30 è una delle linee più brevi della rete TPER. È una delle linee collinari (le altre sono A, 16, 51 e 52), spingendosi fino alla sommità del colle di San Michele in Bosco, da dove si domina la città.
Collega il colle, sul quale sorge l’omonimo santuario nonché il grande e rinomato complesso dell’Ospedale Ortopedico Rizzoli, col centro di Bologna e con la nuova sede degli Uffici Comunali di via Fioravanti.

Ci troviamo in via Fioravanti, al capolinea è fermo il Cityclass CNG n. 5521 pronto a partire per San Michele in Bosco.
FOTO : EDOARDO AMADORI, 21 SETTEMBRE 2009

Il nostro viaggio inizia proprio da qui, da via Fioravanti, dove la strada costeggia il nuovo ed avveniristico fabbricato che, dal 2009, ospita gli uffici comunali. La piazza antistante il grande palazzo si chiama piazza Liber Paradisus, ed è qua fuori che il 30 effettua capolinea.
Partendo, ci immettiamo subito su via Carracci svoltando a sinistra, strada martoriata dagli infiniti lavori per la stazione dell’Alta Velocità, cominciati nel 2003. Poi a destra per attraversare il Ponte di via Matteotti, chiamato Ponte Galliera, dal momento che, scesi dal ponte, ci troviamo sui viali di circonvallazione al cospetto proprio di Porta Galliera. Il ponte ci consente di sovrappassare i binari della stazione centrale, stazione che raggiungiamo svoltando a destra sulla circonvallazione e poi subito di nuovo a destra entrando nel piazzale. Qua il 30 dispone di una fermata tutta sua in un corsello riservato, questo perché, fino al 2009, la linea qui era limitata (non erano ancora stati inaugurati i nuovi uffici comunali) e tutt’ora nelle giornate festive i bus vengono limitati qua, senza raggiungere piazza Liber Paradisus.
Lasciamo la stazione per entrare nel centro storico. Prima percorrendo l’ampia viabilità composta dalle vie Amendola e Marconi (inframezzate dalla bella, ma purtroppo mal frequentata piazza dei Martiri), dopodiché svolta a sinistra per immettersi su via Ugo Bassi e poi via Rizzoli, dove ci troviamo quindi al cospetto delle Due Torri.
Arriviamo fin sotto le torri per svoltare a destra nella lunga, stretta e tortuosa via Castiglione. Il 30 percorre la quasi totalità di via Castiglione. Ne percorre questo primo pezzettino, che lascia dopo circa 200 metri per svoltare in via Farini (costeggiando piazza Minghetti), per riprenderla, come vedremo, più avanti.
Attraversata piazza Minghetti, si svolta nella signorile piazza Cavour, e qui comincia una salitella che, via via, diventa sempre più ripida fino a condurci sulla sommità del colle.
Lasciata piazza Cavour, difatti, si percorre via Garibaldi, strada in lieve acclivio, che sfocia in piazza dei Tribunali, dove, manco a dirlo, si trova la sede del Tribunale…
Poi avanti, sempre in leggera salita, per viale XII Giugno, un bello e largo viale alberato, che ci conduce fino a porta Castiglione. Attraversiamo i viali di circonvallazione e usciamo dal centro riprendendo via Castiglione, che prosegue anche fuori dalle mura del centro storico. Il primo tratto fuori porta di via Castiglione è abbastanza largo e sempre in leggera salita. Negli ultimi 100 metri la carreggiata si restringe e si inerpica un po’ di più, fino ad arrivare ad un bivio, dove ci vediamo costretti a girare a destra perché, proseguendo dritto, la strada diventerebbe troppo stretta per consentire il transito ad un bus di 12 metri.
Svoltiamo quindi a destra per via dei Putti, via molto elegante e signorile anche questa, relativamente larga e sempre in salita, stavolta una salita più ripida e decisa, che ci porta, dopo qualche leggera curva, nell’ampio piazzale Bacchelli. In questo piazzale convergono almeno cinque strade : una è quella che abbiamo appena percorso; poi via Codivilla, che, in ripida discesa, conduce fino alla vicina via San Mamolo; poi una strada che, in salita, conduce fino all’ospedale Rizzoli; poi ancora una strada chiusa da un cancello che conduce, dopo vari e ripidi tornanti, a Villa Revedin (il cancello viene aperto solo in occasione di apertura della villa, solitamente ciò accade a cavallo di ferragosto, dove vengono organizzate manifestazioni e feste per chi rimane in città, e per l’occasione viene sempre istituita una navetta che, partendo da piazzale Bacchelli, percorre i vari tornanti per inerpicarsi fino alla villa); infine un’altra strada, sempre chiusa da un cancello (che però rimane realmente chiuso solo nelle ore notturne), che prende il nome di salita di San Benedetto e conduce fino alla sommità del colle di San Michele in Bosco.
È proprio questa la strada che prende la linea 30, oltrepassando il cancello (anzi, limandolo…) e arrampicandosi lungo la salita che, dopo una curva a destra (subito dopo la quale vi è la fermata per l’Ortopedico Rizzoli) e una a sinistra, ci porta nel piazzale di San Michele in Bosco. Ci troviamo in uno dei capolinea più affascinanti di tutta la rete TPER. Alla nostra sinistra si erge il santuario, alla nostra destra c’è invece uno dei panorami più belli di Bologna che ci possa essere offerto. Entriamo quindi nel piazzale e sostiamo sotto il santuario, rilassandoci osservando dall’alto la città.

Ecco il panorama di Bologna che si può vedere dal capolinea di San Michele in Bosco. A sostare è un BMB M240NU ibrido.
FOTO : EDOARDO AMADORI, 5 GIUGNO 2009

Ecco invece la visuale del capolinea di San Michele in Bosco ripresa tenendosi il panorama alle spalle : le vetture sostano sotto l’omomino santuario. Protagonista della foto è ancora la mosca bianca 5576, l’unico BMB M240NU CNG del parco bolognese.
FOTO : EDOARDO AMADORI, 17 MAGGIO 2010

Il viaggio di ritorno differisce da quello di andata solo a causa di qualche senso unico. Non si percorre difatti via Ugo Bassi, via Rizzoli e il tratto iniziale di via Castiglione, ma si percorre la stretta via Barberia e piazza Malpighi, per poi ritornare su via Marconi.
Per arrivare invece in piazza Liber Paradisus non si percorre via Carracci come all’andata (questa via è difatti un senso unico), ma si percorre la parallela via Tiarini.
Nelle giornate festive, la chiusura degli uffici comunali fa sì che la linea sia limitata alla stazione Centrale. Ciò avveniva anche al sabato, precedentemente la creazione dei cosiddetti T-Days, cioè la pedonalizzazione delle vie più centrali del centro storico (via Ugo Bassi, via Rizzoli e via Indipendenza) ogni sabato, domenica e giorni festivi, attiva dallo scorso maggio.
Successivamente, nella giornata del sabato, la linea 30 va a sostituire totalmente la linea 17 (che da via Ugo Bassi a piazza Liber Paradisus ha il percorso in comune) proseguendo oltre la sede degli uffici comunali lungo via Carracci, percorrendola tutta fino a sfociare in via Zanardi, che percorrerà per un breve tratto. Lasciata via Zanardi si prende via Cristoforo Colombo, andando a servire il grosso centro commerciale Centro Lame. Stretta svolta a destra per percorrere la breve via Bottego che ci porta nella lunga e tortuosa via della Beverara, che si percorre fino a che non si ritorna nuovamente su via Colombo. Oltrepassata la cintura ferroviaria e successivamente sovrappassando la Tangenziale, il capolinea è ricavato in un piazzalino rastremato fra via Colombo e la Tangenziale, in una zona completamente inedificata e campestre.

Qualche cenno storico. La linea 30, nella conformazione attuale (piazza Liber Paradisus – San Michele in Bosco), esiste solo dal 2009. Precedentemente la linea era limitata alla stazione ferroviaria. Questo percorso è rimasto attivo dal 1995 al 2009. Precedentemente al 1995, la linea 30 si spingeva fino alla periferica e isolata via del Gomito, in piena pianura lungo la strada che porta a Ferrara, località oggi servita dalla linea 25.

Piazza Liber Paradisus, capolinea attivo dal luglio 2009 in concomitanza con l’apertura dei nuovi uffici comunali. Sostano al capolinea due mezzi fuori identici, ma dentro diversissimi. Sono entrambi dei BMB M240NU, ma l’arancione è la 5576 (esemplare unico), cioè alimentato a metano; la vettura davanti è invece un ibrido del gruppo 2629/2631.
FOTO : EDOARDO AMADORI, 17 MAGGIO 2010

La linea è attiva tutti i giorni fino alle ore 21.00, con una frequenza di circa 11/12 minuti nei feriali e di 15 minuti nei festivi.
Fino all’aprile del 2011 la linea era in servizio anche dopo le ore 21.00 fino all’1.00, con una frequenza di 40 minuti. Le corse serali, arrivate in piazzale Bacchelli, prendevano via Codivilla, arrivando fino a via San Mamolo. Da qui la percorrevano tutta, salendo sempre di più e immergendosi nella zona collinare di Bologna, fino a che non finiscono le case e si arriva a un bivio : a destra la strada si arrampica letteralmente diventando via dei Colli, a sinistra la strada, in una salita molto più leggera, diventa via di Roncrio. Era quest’ultima la via che prendeva e che percorreva per qualche centinaio di metri, in un paesaggio ora completamente collinare, fino ad invertirsi nel largo piazzale ricavato sotto la casa di cura Villa Alba (diventata famosa in quanto, poco tempo fa, vi rimase ricoverato per diverso tempo Vasco Rossi).
Al ritorno la linea non arrivava poi fino in Stazione, ma limitata in via Ugo Bassi.
Questo itinerario era dovuto, oltre che alla chiusura del cancello che permette di accedere a San Michele in Bosco dopo le ore 21.00, alla necessità di servire via San Mamolo e via di Roncrio, di giorno normalmente servite dalla linea 29.
Nell’aprile del 2011, con la creazione della linea 29B (fusione tra la linea 29 e la navetta B), il servizio serale della linea 30 è stato soppresso in quanto la stessa linea 29B è stata prolungata oltre le ore 21.00, fra l’altro deviando dal suo percorso diurno proprio per servire via Castiglione e via dei Putti, normalmente servite di giorno dalla linea 30. Quindi in pratica prima di sera era il 30 a sostituire il 29, adesso è il 29 a sostituire il 30!

La linea 30 è una delle tre linee su cui sono abitudinariamente impiegati mezzi da 10,5 metri (le altre linee sono il 28 e l’86), ovvero Cityclass CNG e BMB M240NU sia ibridi (3 esemplari in totale) che a metano (una sola vettura). In caso di indisponibilità, vengono utilizzati normalmente autobus da 12 metri. Raramente è capitato di vedere mezzi di dimensioni minori su questa linea. In tempi recenti sono stati immessi dei Vivacity da 8 metri (durante le nevicate dell’inverno del 2012) e sporadicamente fa la sua presenza l’Europolis CNG da 9 metri matricola 9457, ex ACFT Ferrara.
Quando la linea 30 effettuava anche servizio serale, nelle ore notturne venivano utilizzati normalmente i Vivacity, mentre negli ultimissimi mesi di attività venivano utilizzati i Mercedes Cito.
Prima dell’immissione dei bus da 10,5 metri (questa lunghezza a Bologna ha fatto la comparsa solo a partire dal 2002) sulla linea 30 la facevano da padrone i BMB M230MU e i Cacciamali TCM890. Prima ancora la linea era servita solo da bus da 12 metri (o da 11 metri, visto che erano ancora in servizio i Fiat 421/A, di tale lunghezza), soprattutto quando si spingeva ancora in via del Gomito.

Infine alcune curiosità. In caso di nevicate, la linea viene limitata in piazza Cavour senza raggiungere il colle di San Michele in Bosco,. Questo accade perché spesso capita che, in giornate particolarmente fredde, se in città piove, a San Michele in Bosco nevica, e le ripide pendenze che i bus devono affrontare per raggiungere il colle metterebbero a repentaglio la sicurezza in caso di neve, e sarebbe inutile montare eventuali catene solo per percorrere un breve tratto.
Succede quindi che, in caso di neve, i bus vengano limitati in piazza Cavour. Da qui apposite navette dotate di catene ( e di dimensioni più contenute, solitamente si tratta di Alè o Pollicini) raccolgono i passeggeri e partono per San Michele in Bosco.

Durante una delle nevicate più grosse che Bologna si ricorda negli ultimi anni, arriva in piazza Cavour un Cityclass CNG, qui limitato. Lascerà i passeggeri ad un Alè che, dotato di catene, raggiungerà la sommità del colle.
FOTO : EDOARDO AMADORI, 1 FEBBRAIO 2012

Sulla salita di San Benedetto, poco dopo oltrepassato il cancello, sabato 8 settembre 2001 andò completamente a fuoco la vettura 2917, un Cacciamali TCM890 all’epoca con soli 3 anni di servizio, avvenimento che il sottoscritto ha vissuto in prima persona trovandosi a bordo del mezzo quando scaturì l’incendio.