Teo
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quote:Originalmente inviata da Cityclass Cursor

Sullo o064 militano le 16xx cmq per tornare a parlare delle 76xx sullo 01 è uno spreco assurdo! Come sui giornali viene sbandierato a destra e a manca il vandalismo in cui versano linee come lo 01 e 014 e poi cosa ci vanno a mettere? LE VETTURE PIù COSTOSE DEL PARCO MEZZI? Argh

DOVE SONO LE MIE 52XX? LE RIVOGLIO

Da “Il Messaggero” di oggi, la conferma dell’assurdità di aver messo i Citaro sullo 01 (ma i Cursor già rovinati nei sedili non andavano bene? Forse pensano ingenuamente di “blandire” i teppisti che, invece, si accaniscono ancora di più: magari un Effeuno non lo rovinerebbero, anche perché più difficile da rovinare). A questo punto, mi aspetto altri Citaro e i nuovi Cursor a metano sullo 058 per Tor Bella Monaca…

A proposito di sedili rovinati: avete notato che molte vetture del tram 8 hanno subito un cambiamento dei sedili, con poltroncine rigide tipo quelle degli Stanga ristrutturati al posto di quelle imbottite?

Teo Orlando

Il Messaggero

Sabato 26 Marzo 2005

La vettura stava percorrendo via Paolo Orlando. Non è il primo episodio di violenza contro i mezzi della Sita

Un colpo di pistola contro l’autobus 01

In frantumi un vetro, ma fortunatamente nessun ferito tra i pochi passeggeri

di MARA AZZARELLI

Dopo le aggressioni e le minacce ora contro gli autisti dell’autobus anche i colpi di arma da fuoco. Sale la tensione fra i conducenti della linea 01 che collega il capolinea della Stazione Lido Centro con piazza Gasparri. Ieri sera erano da poco passate le 22,30 quando una vettura che transitava su via Paolo Orlando in direzione della centralissima stazione lidense è stata raggiunta da quello che è subito sembrato il proiettile di una pistola. A bordo del bus (una vettura nuova della Mercedes che corrisponde alla matricola numero 7646), a cui mancavano pochi metri per raggiungere il capolinea, a quell’ora c’erano pochissime persone. Cinque o sei, e l’autista. Nessuno si è fortunatamente ferito. Sulla vicenda stanno ora indagando i carabinieri, che dovranno anche capire di che tipo sia l’arma utilizzata. Le testimonianze su quanto accaduto sono molte ma confuse. Di certo c’è che a un certo punto i passeggeri e l’autista, un dipendente della ditta Sita Cialone, hanno udito un colpo sembrato da subito d’arma da fuoco.

Il proiettile sarebbe partito da un punto ancora imprecisato ed esterno alla facciata sinistra dell’autobus, quindi quella opposta alle porte d’ingresso, seguendo una traiettoria che va dal basso verso l’alto per poi conficcarsi nella lamiera alta del mezzo. I militari, intervenuti sul posto subito dopo, tengono le bocche cucite ma non è difficile legare la vicenda ai numerosi episodi che hanno negli ultimi mesi avuto come vittime i conducenti del trasporto pubblico che lavorano per le due linee che collegano Ostia centro alla zona di ponente, e quindi le linee 01 e 015. Se il gesto avesse lo scopo d’intimidire o di fare del male saranno le indagini degli investigatori a stabilirlo. Inquietante però il fatto che appena il giorno prima gli autisti, raggiunta in mattinata la stazione, hanno trovato su uno dei gabbiotti che si trovano al centro del marciapiede una scritta fatta da ignoti con una bomboletta spray rossa. Si legge chiaramente: «Autista t’ammazzo». Il gesto da qualcuno è stato interpretato come un semplice atto vandalico, non però dagli autisti dell’Atac che dal primo momento hanno parlato di una vera e propria persecuzione nei loro confronti da parte di una banda di teppisti di Nuova Ostia.

Effettivamente l’inizio di quest’ultima escalation di violenza nei loro confronti risale addirittura allo scorso dicembre ed è culminata nell’aggressione di in piazza Gasparri a cui è seguito un arresto. Non si tratta però di un caso isolato. I lavoratori impegnati su queste linee che hanno subito aggressioni negli ultimi mesi sono decine, tanto che poliziotti e carabinieri si sono visti costretti a escogitare pattugliamenti anche in borghese per scoraggiare i delinquenti. Nei giorni scorsi gli autisti più volte sono tornati a denunciare la pericolosa condizione in cui sono costretti a lavorare. «A volte basta un niente – confidano – anche solo non accontentare qualcuno che chiede di salire fuori dalla fermata per essere trattati male o addirittura aggrediti». I lavoratori sono tornati a chiedere più sicurezza. Alcuni di loro minacciano d’incrociare le braccia se non si risolverà il problema.