Naturalmente è ovvio che certi comportamenti poco sicuri sono da stigmatizzare (celebre fu il caso di quell’autista romano di ATAC con cellulare, tablet, smartphone e quant’altro)… per il resto, io sono abituato a rispettare le opinioni di tutti. Prendendo il caso di Rimini, posso dire che una volta lavorare alla SITA o all’ATAM era un orgoglio, perchè, oltre ad essere alcune delle più grandi aziende cittadine, erano anche le più remunerative e “coccolate” (termine improprio) della città: gestivano una filovia di grande interesse turistico, la cui celebrità si era espansa anche oltre i confini italiani. Infatti chi come me ama e studia la storia riminese, guardando le cartoline ambientate a Marina Centro nel periodo compreso fra anni Cinquanta e Sessanta, non potrà sicuramente non notare la costante presenza del filobus nella stragrande maggioranza di esse. Questo sistema di trasporto era allora un vanto e lavorare per l’azienda che gestiva tale sistema era onore ambitissimo: secondo me, è questa la motivazione principale della maggiore disponibilità degli autisti di allora. Se ci fate caso, sempre con le cartoline in mano, a partire dagli anni Settanta, con la graduale “defiloviarizzazione” del Paese a favore del trasporto inquinante, dalle cartoline di Marina Centro scompare il filobus… Sfido chiunque a trovare una cartolina che ritragga, anche solo di sfuggita, un filobus Mauri! Man mano, il trasporto pubblico è andato ad occupare un ruolo sempre più marginale, purtroppo, e di conseguenza è scomparso quell’orgoglio di lavorare come autista. Anzi, oggi fare l’autista è considerato uno dei lavori più degradanti, mentre in realtà è uno dei più importanti. Il trasporto pubblico era centrale una volta nelle politiche di organizzazione urbana e occupava intere sezioni dei bilanci comunali (anche e soprattutto durante l’epoca del tramway poi tram a Rimini, 1877-1939), metre oggi ci si limita a scrivere due righe scopiazzate malamente dal bilancio di AM/Start, per poi aggiungere seraficamente: “Ci si accorderà di volta in voltà col gestore per eventuali potenziamenti e/o modifiche. Si demanda al gestore l’attività”. No! Così non va! Il trasporto pubblico è centrale, bisogna capirlo! Tutti devono fare la loro parte!