A Roma, in un 4 agosto reso insopportabile da un caldo “infernale”, si è costituita di fatto l’Associazione “ULTIMA CORSA”, fortemente voluta da un gruppo di giovani appassionati di sistemi di trasporto pubblico, il cui “ambizioso” programma è riassunto nell’allegato “foglietto” esplicativo. Manca ancora l’imprimatur  ufficiale, rimandato a settembre a causa del periodo di ferie estive, ma già un primo risultato è stato raggiunto: l’Associazione ha infatti “inaugurato” le sue attività con l’organizzazione di una simpatica giornata “a tutto bus” per le strade di Roma.

Grazie all’intuizione geniale dell’Amico Giovanni Kaiblinger, che ha richiesto alla Trambus il permesso di noleggiare un autobus urbano, e grazie alla preziosa collaborazione dell’ATAC (oggi Agenzia per i trasporti autoferrotramviari del Comune di Roma), e per essa, in particolare, di Fabio Carosi e Gian Luca Naso, è stato possibile organizzare un “viaggio di addio” (o, meglio, una «ultima corsa») per ricordare il vasto gruppo di autobus del tipo FIAT 418 (606 unità in totale, di cui 578 acquisite dall’ATAC, 25 provenienti dal parco STEFER – gli altri 25 della stessa serie sono confluiti nell’ACOTRAL – e 3 dalla “Roma Nord”) che, nelle varie varianti di carrozzeria (Breda-Pistoiesi, FIAT-Cameri, Menarini e Portesi), ha caratterizzato per circa trent’anni le linee di trasporto pubblico della Capitale, sia in centro che in periferia, e che si sta avviando a concludere la carriera (l’alienazione degli ultimi esemplari un servizio – una cinquantina – è ormai assai prossima).

La scelta dell’organizzatore (Giovanni) ha privilegiato, per questo tour, un esemplare fornito dalla Breda-Pistoiesi (gruppo ATAC 4600÷4719, giunto a Roma fra il 1979 ed il 1980). Entrando nel particolare, ci è stata assegnata la vettura n° 4705, appartenente alla Rimessa San Paolo (un tempo deposito tramviario).

All’appuntamento, grazie anche al notevole supporto offerto della stampa locale e della rete Internet, si sono presentate una quarantina di persone, alcune delle quali provenienti da Bologna, Firenze, Napoli e (persino!) Biella, tutte rigorosamente munite di macchina fotografica o telecamera, pronte ad affrontare (assai stoicamente, visto il caldo) tutto il lungo giro previsto. Ma alla “Piramide”, luogo prescelto per la partenza in quanto facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, si sono presentate anche molte persone “non prenotate” (alcune delle quali hanno poi preso posto sul bus), solo per il gusto di osservare da vicino l’amata vettura e di “salutarne” la partenza per l’«ultima corsa»; e ciò ha notevolmente contribuito alla riuscita della manifestazione. Non solo: ha anche ulteriormente “galvanizzato” i “fondatori” e gli “aderenti”, tanto da far “mettere in cantiere”, in attesa dell’inizio delle attività di acquisizione e conservazione del materiale rotabile, l’organizzazione di altri due manifestazioni, che vedranno la luce – probabilmente – già nel mese di settembre: un altro “418 day” (stavolta con un “Cameri” o un “Portesi”), anche per “recuperare” alcuni itinerari già previsti per il percorso del 4 agosto ma “sacrificati” sul campo per le esigenze di ripresa delle “squadre” di “RAItre” e “La 7”, e, soprattutto, un PCC day, anche in questo caso per salutare degnamente un caro amico tram che, dopo anni di servizio, sta per lasciare i binari romani (9 esemplari sono già stati demoliti ed i rimanenti sono di prossima radiazione). Ma vi terremo informati, in modo da “allargare” opportunamente la partecipazione degli appassionati a questi simpatici appuntamenti.

Infine una breve nota sul “logo” dell’Associazione, una MR-S numerata 2002!

Perché questa scelta dal momento che, ad esclusione delle serie più recenti (SOCIMI e Cityway), le motrici tramviarie romane hanno avuto sempre e soltanto numeri dispari (i pari erano riservati alle rimorchiate)? La prima risposta è anche la più ovvia: 2002 perché è l’anno di fondazione dell’Associazione. Ma forse c’è anche una seconda spiegazione: 2002 è un tram per noi romani mai esistito e quindi può essere considerato come il tram dei nostri sogni e dei nostri desideri. E quindi ben venga una MR-S numerata 2002, da considerare come buon auspicio per la realizzazione dei desideri dell’Associazione stessa.

E. Bevere