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    La ESWE a Wiesbaden gestisce anche il trasporto pubblico locale per il tramite della ESWE Verkehr.

    Ha ricevuto da fine 2019 degli eCitaro (qui il comunicato con alcune foto), in totale 56 (con 45 milioni di finanziamento da parte del governo federale) e avrebbero dovuto diventare 220.

    Uno dei primi bus messi in servizio in una livrea un po’ vistosa:

    [img]https://up.picr.de/43716108xs.jpg[/img]

    Da questo articolo del 29 maggio risulterebbe che questi bus sono stati… accantonati e che si tornerà a bus diesel. Motivo? L’autonomia dichiarata non è stata rispettata.

    Traduco le parti dell’articolo più interessanti:

    Quote:

    Ma l’arma miracolosa della politica climatica, l’autobus elettrico, ha fallito su tutta la linea. Più volte gli autobus elettrici si sono rotti, hanno dovuto essere richiamati dal produttore e l’azienda di trasporti municipale ESWE ha dovuto chiedere la comprensione dei passeggeri.

    Gli autobus elettrici non hanno raggiunto nemmeno la metà dell’autonomia degli autobus a diesel. Purtroppo, il terreno della capitale dello Stato è piuttosto montuoso; si dice che il gigante Ekko (non un predecessore di Öko) si sia appoggiato con la mano sinistra alle montagne del Taunus in epoca preistorica, formando così le valli di Wiesbaden e infastidendo i Verdi di oggi con la topografia. Pertanto, gli autobus elettrici non si avventurano sulle strade più ripide dei quartieri esterni. La carica della batteria durerebbe solo 150 chilometri (rispetto ai 200 promessi), fino a 100 chilometri in meno in caso di temperature gelide e con l’autobus completamente occupato. Un autobus diesel percorre da 300 a 400 chilometri al giorno – in salita e in discesa – e costa fino a tre volte meno di un e-bus.

    La città voleva nuovi autobus snodati di grandi dimensioni per avere una maggiore capacità di carico per i passeggeri e ha indetto una gara d’appalto per nuovi autobus snodati di grandi dimensioni alimentati a batteria, che voleva acquistare. Ma non esistono. E – ops – tanti autobus elettrici necessitano anche di notevoli quantità di energia elettrica, molto più di quella che può essere prelevata dalla rete attuale. Per questo motivo era necessaria una nuova stazione di trasformazione nel deposito. Ci sono voluti cinque anni per trovare e negoziare per un sito adatto.

    A conferma quasi di quanto letto nella discussione di Trentino Trasporti sui dati molto ottimistici di autonomia dell’eCitaro.

    Risultato: acquisto nel 2022 e nel 2023 di un totale di 24 autobus diesel 18 m.

    Il tutto condito dalla circostanza che non c’è più spazio nel deposito, soprattutto quando arriveranno altri 56 e-bus, che non ci sono misure di sicurezza in caso di incendio e i vigili del fuoco di Wiesbaden non disporrebbero di un grande container dove posizionare un eventuale e-bus per raffreddarne i pacchi batterie.

    Nel frattempo i vertici che avevano deciso gli acquisti sono stati sostituiti e gli attuali parlano di “manie di grandezza” e “mancanza di realismo” della precedente gestione.

    Nella rivista Omnibus, in un’intervista con il portavoce stampa di ESWE, si parla di una soluzione temporanea per i bus diesel, di certo appare che l’acquisto dei bus elettrici sia avvenuto senza una dettagliata analisi delle necessità logistiche.

    Forse in tale mania di grandezza rientrano pure i 10 bus a idrogeno, finanziati con fondi europei per 1,95 milioni di € + 1,67 mil. da parte del governo federale. I primi due sono entrati in circolazione il 20 dicembre 2021. Un terzo è stato utilizzato per formazione e dovrebbe pure entrare nel servizio di linea. Dettagli qui, si tratta dei Toyota-Caetano e non dovrebbero avere problemi di autonomia essendo questa dichiarata fra 350 e 400 km.

    [img]https://up.picr.de/43716112ch.jpg[/img]

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