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Vorrei ricordare che, le vetture Siccar 176L De Simon, quando arrivarono all’Atam nel 1977, furono consegnate con l’entrata dalla porta centrale e l’uscita dalla porta anteriore e dalla porta posteriore. Tale disposizione delle porte fu fatta in quanto i filobus Volvo Mauri che dovevano essere consegnati a breve avevano la porta posteriore piccola ad un’anta, (pertanto inadatta per l’entrata) ed era anche stata scartata l’entrata anteriore per il fatto che all’epoca c’era ancora il biglettario in vettura e l’incarrozzamento sarebbe stato troppo lento; fu gioco-forza scegliere l’entrata centrale. Da lì in avanti fino all’anno 1984 tutte le vetture nuove adottarono l’entrata centrale.
Con l’eliminazione del bigliettario sulla linea 4 (rivera nord di Rimini) e l’arrivo di altre vetture a 4 porte, nel 1985 l’Atam fece dietrofront, tormando all’entrata dalla porta posteriore, l’uscita dalle porte centrali e adottando per la prima volta l’entrata dalla porta anteriore. Pian piano anche le vetture consegnate tra il 1979 e il 1984 furono trasformate in tale modo. Da subito nel 1985 vennero trasformate le vetture 2001-2005 e 1710-1711 per garantire il servizio uniformato sulla linea 4.
Le ultime vetture rimaste con l’entrata centrale furono le 17 vetture filoviarie e proprio i 10 Siccar 176L De Simon, oltre all’unico Inbus U210 su telaio Siccar 176 la vettura 1701. Con l’orario invernale 1991-1992 anche tali vetture furono rese uguali a tutto il resto del parco.
Nell’anno 1983 si raggiunse il culmine delle vetture dotate di entrata centrale dove ben 51 mezzi urbani adottavano tale sistema di incarrozzamento, precisamente i seguenti veicoli: Matricole 1001 – 1017 Filobus Volvo Mauri del 1976-1978;
Matricole 1901 – 1910 Siccar 176L De Simon del 1977-1978;
Matricola 1701 Inubus U210 su telaio Siccar 176L del 1979;
Matricole 2001 – 2005 Menarini Monocar 201 LU del 1979;
Matricole 2006 – 2010 Menarini Monocar 201/1 NU del 1981;
Matricole 1702 – 1706 Inbus U210.80 su telaio Siccar 177 del 1982;
Matricole 2014 – 2016 Menarini Monocar 201/1 NU del 1982;
Matricole 1707 – 1709 Inbus U210.80 su telaio Siccar 177 del 1983;
Matricole 2017 – 2018 Menarini Monocar 201/1 NUA del 1983;
Avevano l’entrata anteriore e uscita dalla porta centrale i Menarini Monocar 201/1 NS di tipo suburbano matricole 2011 – 2013 anche se entrati in servizio nell’anno 1982.
Tutti gli altri autobus urbani presenti e di produzione antecedente al 1977 (per esempio i Fiat 418AC e i Fiat 409) adottavano l’entrata posteriore e l’uscita dalla porta centrale e dalla porta anteriore.
Negli anni in cui era in “auge” l’entrata centrale, succedeva che se il servizio era in promiscuità con i mezzi più anziani, si disorientava un po’ l’utenza, che non sapeva bene quale porta utilizzare per salire sull’autobus. Rimediavano a ciò gli autisti dell’Atam, che soprattutto quando facevano servizio sulle linee di costa (Linee 4, 10 e 11) con un Fiat 418 (entrata posteriore) sapevano benissimo che bisognava arrivare “lunghi” in fermata, affinchè la gente in attesa salisse sul mezzo dalla porta posteriore anzichè da quella centrale, eventualmente rincorrendo un pochettino l’autobus fermo molto più avanti rispetto alla palina di fermata.
In riviera altri autobus ebbero l’entrata centrale: anche i 12 Fiat 470 da 10 metri e mezzo, di cui i primi 9 con porta posteriore stretta, acquistati tra il 1980 e il 1982 dal Comune di Riccione per il proprio servizio urbano (TPU), arrivarono configurati con l’entrata centrale e rimasero in tale modo fino a quando (01.01.1992) confluirono nel parco della neonata Tram di Rimini.
Ritornando ai Siccar 176L carrozzati dalla De Simon di Osoppo, al loro arrivo nel parco Atam nel 1977 erano autobus veramente innnovativi, i primi del parco con la lunghezza di metri 12, i primi veicoli dotati di motore posteriore e i primi dotati di pianale ribassato per i 2/3 della loro lunghezza. Nella loro lunga carriera nell’azienda riminese, gli ultimi sono stati radiati nel mese di dicembre 2000, precisamente le vetture 1902, 1905, 1906 (demolite) e 1904, 1908 (vendute alla ditta Bacchini di Misano), hanno prestato servizio quasi esclusivamente sulle linee 4, 8, 9, 10 e 11. A loro aspettava il compito primario di sostituire integralmente i filobus quando la linea filoviaria era sospesa per lavori di manutenzione o interrotta per lavori stradali o altro (vedasi modifiche di percorso).
All’origine erano equipaggiati con cambio automatico Allison, che fu però sostituito dopo alcuni anni con il più semplice e affidabile DRS, lo stesso dei Fiat 418 riminesi.
Avevano motore Fiat 8220, anche quello simile a quello dei Fiat 418.
Altra particolarità che furono dotati di sedile per il bigliettaio, ubicato in posizione centrale, lungo la fiancata sinistra, e tale posto fu eliminato solo con l’orario invernale 1988 – 1989, quando si optò per l’agente unico sull’unica linea che in estate era ancora a 2 agenti: la filovia per Riccione.
Nonostante tutti i loro pregi e le loro caratteristiche innovative, tali mezzi, con il passar degli anni, furono poco amati sia dagli autisti che dai passeggeri, per alcuni loro difetti intrinsechi, come lo stridio dei freni ed il loro caratteristico “beccheggio”, ma tutto sommato il bilancio finale non può essere che positivo, considerato che furono utilizzati quasi sempre sulla linea 11 che è quella con il più alto carico di passeggeri trasportati.
Altra piccola modifica a cui furono sottoposti i Siccar 176L De Simon durante la loro presenza a Rimini fu la sostituzione dei gruppi ottici (fanali) posteriori con quelli identici a quelli dei Fiat 418AC Menarini. Tale sostituzione avvenne a meta anni ’80 o per difficoltà a trovare gli originali De Simon o forse perchè i tecnici Atam ritennero che i gruppi ottici dei Fiat 418AC Menarini erano molto più visibili di quelli in dotazione considerate le dimensioni maggiori. Non vennero invece dotati degli indicatori di linea anteriori, laterali e posteriori di tipo elettronico della ditta Ayesis di Bergamo, perchè quando fu deciso nel 1997 di dotare tutto il parco riminese di tali indicatori, il nostro gruppo di autobus era già sulla via dell’accantonamento e diverse unità erano già state radiate.
La vettura filoviaria prototipo Volvo B59-59 Mauri matricola 1001, accantonata dal 2002, ha avuto durante la sua esistenza, in ordine alle porte, tre diverse disposizioni: – dal 1976 al 1978 entrata anteriore e uscita dalle porta centrale e posteriore;
– dal 1978 al 1992 entrata centrale e uscita dalla porta anteriore e posteriore:
– dal 1992 al 2002 entrata dalla porta anteriore e posteriore, uscita dalla porta centrale.
Ha avuto inoltre colorazione tutto arancio Atam fino all’anno 1989, in cui a seguito di revisione generale è stata resa identica come colorazione alle altre 16 vetture con livrea in arancio ministeriale e fascia grigia Regione Emilia Romagna.
Aggiungo che la vettura 1001 quando fu consegnata nel mese di giugno 1976 aveva la porta centrale funzionante ad espulsione, come la piccola porta posteriore. Quando nel 1978 fu adottata anche per tale vettura l’entrata centrale (dalla vettura 1002 -consegnata nel mese di ottobre 1977- furono tutte dall’origine dotate di entrata centrale), la porta in questione fu trasformata in rototraslante rendendola identica nel funzionamento alla porta anteriore. Segnalo la difficile situazione dei 4 Alè Ibridi matricole 7401-7404 in servizio a Rimini: la vettura 7402 è già stata accantonata con alcuni pezzi smontati, immatricolata soltanto l’11/7/2002, è targata CA 467GZ, ha numero di telaio ZA9ALE92JBRB95062. Mai in tutta la storia del trasporto pubblico di Rimini un autobus è stato accantonato così presto, escludendo la vettura 2018 che si è incendiata.
Acquistati questi 4 autobus per il servizio sulla Linea 2 che attraversa il centro storico, in modo da attraversarlo silenziosamente con marcia elettrica, non sono mai stati utilizzati a fondo per la difficoltà di mettere a punto proprio il motore elettrico.
Le altre 3 vetture funzionano a singhiozzo, della 4 tabelle di marcia della Linea 2 soltanto 1 è affidata di norma agli Alè Ibridi: dovevano sostituire su questa linea i Pollicini da 35 posti (matricole 011-019), sta succedendo proprio il contrario i Pollicini sostituiscono gli Alè.
Considerato anche che l’azienda produttrice di tali mezzi (Autodromo) è fallita il futuro per questi sfortunati autobus è estremamente incerto.
Nell’agosto del 1968 con la chiusura improvvisa delle filovie di Brescia, causa la bigliettazione automatica a bordo, e considerata l’antieconomicità per i vertici dell’azienda bresciana di tenere 2 agenti sui filobus, i tecnici dell’Atam trovarono le vetture adatte per la rete riminese, dotate della stessa parte elettrica CGE che equipaggiava tutto il parco della città di Rimini. Le vetture adocchiate dai tecnici riminesi erano 8, le più moderne del parco dell’Asm di Brescia: si trattava degli Alfa Romeo 910 AF 45 con carrozzeria Casaro di lunghezza di metri 10,50 con guida a sinistra, dotate di 3 porte, con matricole 57-61 costruite nel 1959 e delle vetture con matricole 62-64 identiche alle precedenti, ma costruite nel 1961.
Tra l’altro tutte e 8 le vetture erano dotate di un solo motore elettrico con potenza di 103 KW, identico al motore che equipaggiava l’unico filobus Fiat 2411 Menarini (matricola 1041) dell’Atam di Rimini.
In occasione dello sciopero regionale di 4 ore proclamato dal sindacato FAISA CISAL, il prossimo venerdì 7 maggio tra le ore 9:00 e le ore 13:00 potrebbero verificarsi alcuni disagi nel servizio di trasporto pubblico locale della Provincia di Rimini. Sono comunque assicurate le corse scolastiche e i servizi di scuolabus gestiti dalla Tram Servizi.
Perfezionati gli accordi con l’Asm di Brescia, si pose il problema del trasporto a Rimini degli 8 Filobus Alfa Romeo 910 AF 45 Casaro. Essendo agosto, non era possibile servirsi della ferrovia per la momentanea indisponibilità di carri idonei ed il trasporto in traino via strada avrebbe sollevato non poche difficoltà. Inoltre vi era l’urgenza di sostituire immediatamente gli unici 2 Fiat 635E (matricole 1005 e 1006) ormai giudicati non più idonei al servizio estivo, causa la loro scarsa capienza di soli 53 posti totali. I tecnici dell’Atam pensarono di far marciare i filobus in maniera autonona, cioè in . . . trazione elettrica, anche senza bifilare.
Allo scopo allestirono nelle officine aziendali uno speciale rimorchietto, ad un solo asse, e lo equipaggiarono con un generatore azionato da un motore diesel (recuperato da un motore di scorta acquistato con i primi Fiat 309 Menarini nel mese di dicembre 1960), in grado di erogare la corrente continua sufficiente per la diretta alimentazione del motore del filobus.
Tale rimorchietto fu soprannominato dagli operai delle officine dell’Atam “biga” e da Rimini verso Brescia fu trainato dall’autotorre Fiat 625N matricola A15 del 1965 con allestimento Isoli, che ancora oggi risulta in servizio presso la Tram di Rimini, con il primato di essere il veicolo più anziano.
I primi Alfa Romeo 910 AF 45 che arrivarono a Rimini furono le unità ex Asm matricole 57, 58 e 59. Tutte e tre furono subite immesse in servizio dopo aver ricevuto la numerazione e la scritta aziendale Atam (a rilievo e in metallo) e l’indicatore di linea in tela a rullo (chiamato “plurimus”) e la tabella laterale interna del percorso di linea. Le unità 57 con numero di telaio 450930 e l’unità 58 con numero di telaio 450931 assunsero rispettivamente la numerazione Atam 1005 e 1006, sostituendo anche nel numero di matricola i 2 Fiat 635E del 1939.
L’unità 59 con numero di telaio 450932 assunse la numerazione Atam 1002, sostituendo anche nel numero di matricola il Fiat 656E del 1939, uno dei 4 Fiat 656E che non ricevette la ricostruzione parziale del frontale.
I successivi Alfa Romeo 910 AF 45 immessi in servizio furono ( tutti in data 24/07/1969) l’ex Asm 60 con numero di telaio 450933 che ricevette la matricola Atam 1010 sostituendo anche nel numero aziendale un’altro Fiat 656E non ricostruito, l’ex Asm 61 con numero di telaio 450934 che ricevette la matricola Atam 1009 sostituendo un’altro Fiat 656E non ricostruito con lo stesso numero e l’ex Asm 62 del 1961 con numero di telaio 451116 che andò ad incrementare il parco filoviario riminese ricevendo la matricola 1042, che era rimasta libera, perchè originariamente doveva essere occupata insieme alle matricole 1043-1045 da altri 4 filobus Fiat 2411 Menarini, che non furono mai acquistati. Pertanto il parco filoviario riminese alla data del 24/7/1969 raggiunse la quota di 17 filobus, di cui 16 funzionati e 1 accantonato, la vettura 1001 Fiat 656E ricostruito, ma danneggiato da un fulmine, che all’epoca i vertici dell’Atam era ancora intenzionati a ripristinare.
A seguito della chiusura per lavori di riqualificazione della via Castelfidardo, da lunedì 17 maggio a sabato 5 giugno 2004 le linee in transito saranno soggette alle seguenti variazioni: Linee 1 – 2 (direzione Arco d’Augusto)
Sospensione dell’itinerario sulle vie Castelfidardo – IV novembre – Serpieri – corso d’Augusto. Da piazzale Gramsci le due linee raggiungeranno direttamente la fermata dell’Arco d’Augusto.
Linea 4
Spostamento del capolinea di via Castelfidardo sul marciapiede lato sud del piazzale Gramsci (verso S.Rita). La fermata di San Girolamo avverrà alla nuova pensilina di via Dante n° 42 di fronte all’ufficio clienti Agenzia Tam.
Linee 90 – 124
La fermata di via Castelfidardo è sospesa, va utilizzata quella di via Dante angolo via Oberdan. Alcune corse provenienti dai Bastioni, tra le ore 12:40 e le ore 13:50 fermeranno sul lato Santa Rita.
Per tutte le altre linee in transito da via Castelfidardo, le fermate di via Castelfidardo saranno spostate in tre diversi punti sui marciapiedi di piazzale Gramsci, intorno al parcheggio di Santa Rita. La fermata di San girolamo è sospesa, va utilizzata quella di via Dante angolo via Oberdan.
Gli ultimi due Alfa Romeo 910 AF 45 ad entrare in servizio a Rimini il 18/06/1970 furono l’ex Asm 63 del 1961 con numero di telaio 451117 che ricevette la matricola Atam 1003, andando a sostituire anche nella numerazione l’ultimo dei 4 Fiat 656E del 1939 non ricostruiti. L’ex Asm 64 del 1961 con numero di telaio 451118 andò ad incrementare il parco filoviario e gli fu assegnata la matricola Atam 1043 rimasta libera a seguito del mancato acquisto di 4 filobus Fiat 2411 Menarini che avrebbero dovuto avere numerazione susseguente al 1041 unico Fiat 2411 Menarini presente nel parco riminese.
Pertanto il parco filoviario raggiunse le 18 unità, di cui 1 accantonata, la vettura matricola 1001 Fiat 656E ricostruita, ma subito dopo il suo rientro in servizio, venne gravemente danneggiata da un fulmine.
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